L’analisi di scenario consente, come la composizione dei pezzi di un puzzle, di far emergere un’immagine che altrimenti rimarebbe celata. I tre pilastri dell’analisi di scenario sono: la Macroeconomia, la Geopolitica, la Tecnologia. L’immagine di scenario che emerge consente di assumere delle decisioni di natura strategica con maggiore consapevolezza e visione.
ANALISI MACROECONOMICA
A fine gennaio Donald Trump ha nominato Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve. Warsh è tradizionalmente considerato un “falco”, rigoroso sull’inflazione e favorevole alla riduzione del bilancio della banca centrale. Tuttavia, prevedere con certezza il suo orientamento resta complesso. Parte del mercato ipotizza una postura più accomodante sui tassi di interesse, coerente con la sua visione secondo cui l’Intelligenza Artificiale (IA) potrebbe esercitare pressioni disinflazionistiche attraverso guadagni di efficienza e produttività – una lettura non universalmente condivisa. Nel frattempo, l’IA inizia a manifestare segnali concreti della propria forza disruptive. Tra i settori a risentirne appaiono il wealth management e il software, dove alcune società di IA hanno introdotto strumenti capaci di sostituire parte dei servizi tradizionali, mettendo sotto pressione modelli di business consolidati. Le recenti rivalutazioni del comparto tecnologico hanno implicazioni rilevanti per private equity e private credit. Non a caso, un sondaggio di Bank of America segnala questi segmenti tra i principali rischi sistemici percepiti, complice la loro dimensione (l’industria private equity detiene aziende che insieme valgono 4 trilioni di dollari), interconnessione e la diffusione di strumenti che evocano dinamiche simili ai CDO (Collateralized Debt Obligation) pre-2008. Le tensioni risultano accentuate dalla forte esposizione al settore software, oggi sotto pressione. Il quadro si inserisce in un contesto di rinnovata incertezza commerciale dopo la sentenza della Corte Suprema USA che ha dichiarato illegali i dazi imposti sulla base dell’IEEPA. Sebbene la decisione non modifichi la traiettoria di fondo della politica commerciale americana – che resta orientata al protezionismo – essa priva almeno temporaneamente Washington di una leva negoziale significativa. Inoltre, aumenta il rischio di revisione o cancellazione di diversi accordi emersi dalle negoziazioni tariffarie dell’anno precedente, inclusi investimenti promessi sul territorio statunitense, costringendo l’Amministrazione Trump a riaprire il tavolo delle trattative. Dal punto di vista reputazionale, la sentenza rappresenta un colpo non trascurabile per l’immagine internazionale dell’esecutivo, anche in vista delle elezioni di Midterm. In tale contesto, la dinamica macroeconomica statunitense assume un ruolo cruciale. Particolare attenzione resta rivolta all’inflazione che, secondo i dati ufficiali, è in ridimensionamento (al 2,4%), ma presenta rischi di rimbalzo. Tra i fattori di pressione emerge il prezzo del petrolio, in rialzo di circa il 15% da gennaio, che comincia a incorporare un premio per il rischio geopolitico crescente, anche alla luce dell’escalation in atto tra Stati Uniti ed Iran. Ulteriore elemento di attenzione proviene dalla Cina, storicamente tra i principali detentori di debito USA e già da tempo impegnata in una graduale riduzione dell’esposizione. Recentemente, Pechino avrebbe invitato alcune banche legate allo Stato a contenere l’esposizione ai Treasuries, citando volatilità e rischio geopolitico. Il tutto avviene in un anno particolarmente delicato per il Tesoro statunitense, chiamato a rifinanziare una porzione record di debito, pari a circa USD 9,6 trilioni. Permane dunque la narrativa secondo cui il dollaro USA starebbe rapidamente perdendo il proprio ruolo dominante. Tale interpretazione appare tuttavia eccessivamente semplificata. Sebbene la tendenza alla diversificazione valutaria e alla de-dollarizzazione sia visibile, il biglietto verde resta saldamente la principale valuta di riserva globale. Un eventuale riequilibrio sarà graduale e si svilupperà nell’arco di molti anni: tendenza che rimarrà da monitorare.
ANALISI GEOPOLITICA
Il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina ha messo in evidenza che il destino della sicurezza europea è definito dalla più grande guerra in Europa dal 1945. Nonostante i dissensi interni che l’Unione Europea ha affrontato con Ungheria e Slovacchia nei giorni precedenti all’anniversario, i leader europei si sono impegnati a proseguire il loro sostegno all’Ucraina. E poiché il costo della ricostruzione ucraina è stimato a 588 miliardi di dollari (rispetto ai 524 miliardi nel 2025), gli aiuti finanziari europei a Kiev potrebbero aumentare in futuro. Grazie alla resistenza ucraina contro l’assalto russo, la gran parte degli obiettivi territoriali della Russia restano irrealizzati ma, con il supporto di Cina, Iran e Corea del Nord continueranno a essere perseguiti. Inoltre, sebbene la presidente del CIO (Comité International Olympique), Kirsty Coventry, abbia mantenuto la posizione secondo cui lo sport è neutrale, i Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026 hanno suscitato controversie consentendo agli atleti russi di partecipare come Atleti Neutrali Individuali, provocando la condanna dell’Ucraina. Inoltre, il dispiegamento di agenti ICE statunitensi (coinvolti nell’uccisione di cittadini statunitensi a gennaio) come forze di sicurezza alle Olimpiadi ha scatenato proteste anti-ICE a Milano, mettendo in discussione il coinvolgimento di un’istituzione così emblematica per l’amministrazione Trump ai Mondiali che si terranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico questa estate. Nonostante le polemiche, il direttore dell’ICE Todd Lyons ha rifiutato di sospendere le operazioni dell’ICE durante i Mondiali, definendo l’agenzia fondamentale per la sicurezza. Spostando il focus nel continente americano, il recente assassinio del narcotrafficante messicano El Mencho, ha riacceso il tema della sicurezza e della stabilità istituzionale in un Paese chiave per la nuova riconfigurazione globale dei commerci. Nel frattempo, gli Stati Uniti e Israele hanno dato il via a degli attacchi preventivi contro l’Iran, che a sua volta ha risposto colpendo basi e asset americani e israeliani in Medio Oriente. Un chiaro segnale che la stabilità e la libertà di navigazione nel cruciale stretto di Hormuz non sono al riparo da nuovi turbamenti geopolitici. In Asia, in vista del Nono Congresso del Partito dei Lavoratori, il più importante evento politico della Corea del Nord, Kim Jong Un ha mostrato 50 lanciarazzi in grado di colpire l’intera Corea del Sud, con la quale i rapporti sono stati sospesi nel 2019 e che Pyongyang accusa di violazione della sua sovranità. La dimostrazione della capacità nordcoreana ha una duplice funzione: da un lato rafforzare la legittimità del regime, dall’altro mostrare l’abilità del Paese nel perseguire la deterrenza esterna e mantenere l’attuale livello di relazioni con la Corea del Sud. Quanto al suo avversario storico, l’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol è stato condannato all’ergastolo per aver imposto la legge marziale nel 2024 e deve affrontare ulteriori accuse relative all’invio di un drone militare in Corea del Nord, con l’obiettivo di provocare uno scontro militare che giustificasse la dichiarazione della legge marziale. La sua incarcerazione ha però mostrato il tentativo della Corea del Sud di evitare un’escalation del conflitto con la Corea del Nord e stabilizzare il panorama politico della regione. La vicina Cina e il Giappone hanno però riaperto le faglie regionali dopo che Pechino ha limitato le esportazioni di materie prime strategiche verso 40 entità giapponesi per opporsi alla militarizzazione del Giappone. La dichiarazione della premier giapponese Sanae Takaichi riguardo un intervento in caso di invasione cinese di Taiwan, nonostante la risposta piccata della Cina, non ha ridotto la sua popolarità. Al contrario, l’aumento del suo gradimento è stato testimoniato dai risultati delle recenti elezioni anticipate, attraverso le quali la premier si è assicurata la maggioranza dei seggi per il proprio partito, il PLD, alla Camera dei Rappresentanti, incoraggiando il Giappone a perseguire politiche più assertive nei confronti di Pechino. In sintesi, come l’invasione russa in Ucraina, che secondo Mosca sarebbe durata pochi giorni – ed è ormai arrivata al suo quarto anniversario – così le intenzioni e obbiettivi dei diversi leaders potrebbero essere lontane dalla realtà, mentre le tensioni globali rimangono elevate.
ANALISI TECNOLOGICA
L’attuale panorama dell’IA aziendale è caratterizzato da un’aggressiva accelerazione tecnologica che evidenzia significativi rischi economici e sociali. Di recente Anthropic ha profondamente rivisto il proprio framework etico rilasciando una nuova “costituzione” per il suo modello di intelligenza artificiale, Claude, che tenta di insegnare all’IA perché dovrebbe prendere decisioni etiche (come la valutazione dei valori per evitare danni), anziché costringerla a seguire regole rigide. Tuttavia, questa presa di posizione etica viene accolta con profondo scetticismo e con una crescente preoccupazione pubblica per la rapida sostituzione dei posti di lavoro. A gennaio 2026, il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha suscitato un diffuso allarme al World Economic Forum prevedendo che i modelli di IA potrebbero sostituire “la maggior parte, forse tutto” di ciò che gli ingegneri informatici fanno attualmente entro 6-12 mesi, sottolineando che i suoi stessi ingegneri si affidano già quasi interamente all’IA per la generazione del codice e si limitano a modificare i risultati. L’introduzione quotidiana di queste capacità autonome alimenta l’ansia in tutto il settore tecnologico, attualmente, circa il 30% delle aziende ha già sostituito parte del personale con strumenti di IA, e si prevede che questa percentuale salirà rapidamente al 38%. Inoltre, la fiducia dell’opinione pubblica si sta erodendo a causa della crescente pressione sulle garanzie di sicurezza di Anthropic. A fine febbraio l’azienda ha affrontato un ultimatum dal Pentagono in merito alle sue restrizioni etiche, sollevando seri dubbi sul fatto che la sua rapida espansione e i contratti con la Difesa diano priorità al predominio delle leggi di mercato piuttosto che a un reale allineamento etico e alla mitigazione dei rischi per gi esseri umani. La narrazione che circonda gli investimenti nell’IA è entrata in una fase di forte scrutinio, caratterizzata da un netto divario tra l’entusiasmo del mercato e i rendimenti finanziari effettivi. Mentre la spesa globale per le infrastrutture di IA è prevista superare i 500 miliardi di dollari nel 2026, l’entusiasmo degli investitori sta gravemente perdendo terreno rispetto alla realistica redditività, con alcuni esperti che stimano un ritardo di tre o cinque anni. I dirigenti si stanno rendendo conto che i tempi per il ritorno degli investimenti effettuati sono fortemente dilatati. I tipici progetti di IA aziendale richiedono dai due ai quattro anni per ottenere un ritorno sull’investimento (ROI) soddisfacente, e solo il 6% delle organizzazioni vede un rientro entro il primo anno. Questo scontro con la realtà sta trascinando il mercato in una forte delusione, poiché l’aumento delle spese in conto capitale accelera molto più rapidamente dei profitti aziendali a breve termine. Il ciclo iniziale di clamore mediatico ha mascherato significative inefficienze operative, spingendo infine i Board a richiedere rendimenti finanziari dimostrabili piuttosto che finanziare ciecamente tecnologie speculative. Negli ultimi due anni si è svolto il banco di prova fondamentale per l’integrazione aziendale dell’IA. Questa finestra temporale precedente è stata ampiamente caratterizzata da una fase di adozione iniziale di tipo “spray and pray” (sparare alla cieca), in cui le aziende si sono affannate per stabilire infrastrutture di base e testare capacità rudimentali. Capitalizzare su quei due anni di tentativi ed errori è esattamente ciò che nel 2026 separa i veri leader strategici dai ritardatari. Le organizzazioni che hanno utilizzato questo periodo per radicare profondamente l’IA stanno attualmente riprogettando i flussi di lavoro principali e i modelli di business, passando dall’ambizione all’attivazione strutturale. Al contrario, le aziende che non sono riuscite a costruire questa base operativa negli ultimi due anni affrontano gravi lacune di preparazione in termini di infrastrutture, rischio nella gestione dei dati e dei talenti, rimanendo estremamente vulnerabili in un mercato competitivo in fase di consolidamento.
SINTESI DI SCENARIO
La nomina di Warsh alla Fed, insieme alla fragilità del settore software e ai rischi in aumento nel settore del private equity&credit restituiscono un’immagine macroeconomica di febbraio che svela luci e ombre di un mercato focalizzato sul tema dell’Intelligenza Artificiale. Nel frattempo, la guerra in Ucraina entra nel suo quarto anno, segnalando che l’instabilità globale a livello geopolitico non accenna a frenare, ma anzi si espande coinvolgendo il Medio Oriente e gli stretti marittimi ad esso prospicenti. Anche il rapporto Cina-Giappone si deteriora, con Pechino che entra nell’anno del Cavallo di Fuoco sempre più accerchiata da alleati di Washington e maggiormente orientata all’assertività commerciale nei confronti dei partner ostili. Questi eventi accadono mentre è ormai evidente che l’IA stia correndo più velocemente di quanto l’economia reale possa sopportare, alimentando timori di sostituzione dei lavoratori e crescente scetticismo verso l’etica di Anthropic, sotto pressione anche dal Pentagono. Il timore è che gli investimenti siano eccessivi rispetto alla redditività potenziale, spingendo inevitabilmente il settore verso un processo di forte selezione, in cui solo le aziende che integreranno efficientemente l’IA potranno consolidare reali vantaggi competitivi.
01/03/2026


