La porta del Metaverso

La prima parte del 2022 è stata senza dubbio un vero e proprio salasso per chi avesse investito in titoli tecnologici. Da un lato le eccezionali performance degli anni precedenti, dall’altro lato i mercati in avvitamento e i tassi di interesse sempre più alti, le azioni della tecnologia non sono riuscite a reggere alle vendite. Anche alcune Opa che il mercato dava per scontate sono di riflesso slittate, ad esempio quella su Twitter da parte di Elon Musk, elemento che ha portato ulteriore nervosismo tra gli operatori. Ma alcuni temi vanno visti come opportunità nel lungo periodo, soprattutto a livello tecnologico dove le aziende non pagano dividendi ma reinvestono gli utili nella ricerca e sviluppo di attività sempre più performanti e all’avanguardia. Tra queste, un’industria ancora agli albori è rappresentata dal Metaverso, e lo stadio iniziale coinvolge sia gli aspetti industriali e aziendali che quelli finanziari. L’annuncio di Facebook (Meta) di spostare la sua attenzione sul Metaverso ha subito alimentato una nuova ondata di interesse per questo elemento, ma è bene capire di cosa si sta parlando.

Non si tratta infatti del produrre beni materiali, ma di creare le infrastrutture digitali per permettere agli utenti la navigazione in mondi virtuali. Da un certo punto di vista può essere associato al mega-trend della digitalizzazione della società, ma i settori coinvolti sono numerosi. Ad esempio, anche gli asset immobiliari all’interno del nuovo mondo virtuale delle principali economie dei diversi Metaversi (del Web 3.0) hanno registrato un boom, e diversi architetti ormai lavorano per sviluppare un mercato immobiliare di un mondo che in realtà non esiste, se non utilizzando l’apposito visore. In Decentraland, uno dei principali mondi virtuali basati sulla blockchain, gli utenti possono acquistare LAND, un NFT (certificato che attesta l’autenticità, l’unicità e la proprietà di un oggetto digitale come per esempio un’immagine, un video, una canzone o anche un tweet) che divide Decentraland in lotti virtuali; come per gli immobili fisici, il valore degli immobili di Decentraland è determinato dai partecipanti all’economia di mercato e gli utenti realizzano il valore attraverso una varietà di casi d’uso commerciali e ricreativi, tra cui gallerie d’arte, uffici, giochi, casinò, pubblicità, contenuti sponsorizzati e locali musicali.

Puntare oggi sul Metaverso è quindi un atto di fede, una scommessa che il mondo nel prossimo decennio possa svoltare effettivamente verso realtà parallele a quelle dove noi e i nostri antenati siamo stati abituati a confrontarci. Il termine Metaverso fu coniato 30 anni fa da Neal Stephenson, che nel romanzo Snow Crash descriveva un futuro in cui gli utenti si collegavano a uno spazio di realtà virtuale tramite Internet e interagivano con oggetti e altri esseri umani attraverso la realtà aumentata: i giocatori erano rappresentati da avatar, con programmi informatici che agivano per loro conto. Alcuni analisti si aspettano una ormai imminente revisione tecnologica che porterà gli utenti dalla sola lettura di pagine web statiche (Web1) all’interattività di lettura + scrittura e ai social network (Web2) fino alla lettura + scrittura + proprietà (Web3). Il Metaverso è quindi concepibile come evoluzione specifica del Web3 che, una volta completato, comporterà una serie di mondi virtuali 3D decentralizzati, interconnessi e sempre più realistici, ciascuno con una propria economia online funzionale.

I settori o sotto-temi collegati al Metaverso sono numerosi. In merito alla Realtà aumentata/virtuale (VR/AR) ci sono aziende impegnate nella produzione di tecnologie, software e hardware che consentono a consumatori e aziende di interagire in realtà estese e immersive. Ciò include la produzione di dispositivi indossabili, ottiche e display specializzati, nonché apparecchiature audio e sensoriali. Per non parlare delle infrastrutture digitali, sviluppate da società impegnate nello sviluppo, nella gestione e nella distribuzione di tecnologie, servizi e hardware relativi a infrastrutture di rete, big data, piattaforme digitali e cloud computing. Il Gaming è un altro aspetto molto importante, e riflette società coinvolte nella fornitura, nello sviluppo e nella distribuzione di tecnologie, infrastrutture e hardware utilizzati per la creazione, lo streaming e il consumo di contenuti di gioco online e di e-sport. Ma anche i pagamenti digitali (software, servizi, infrastrutture) ne saranno coinvolti in qualche modo.

Per coloro che hanno uno sguardo di lunghissimo termine, e vogliono cogliere opportunità agli albori, può essere un’opportunità. Tenendo presente l’alta volatilità connessa ai prezzi delle azioni, in quanto ad alta esposizione tecnologica.  Per ora in Italia c’è solo un Etf che mira a questo sottostante di nicchia, si tratta del ETC Group Global Metaverse. Per mitigare l’alta volatilità, si potrebbe anche pensare ad un Pac, sempre destinando una cifra non importante rispetto all’intera torta di portafoglio.

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